La tecnica

Lo scopo del drenaggio sotterraneo è quello di convogliare l’eccesso di acqua, dovuto alle precipitazioni atmosferiche, fuori da un terreno per consentirne o migliorarne l’utilizzo mantenendo costante il livello delle falde sotterranee.

Se il problema interessa un territorio di dimensioni sufficientemente ampie si parla più propriamente di bonifica idraulica.

Per bonifica idraulica di un territorio con falda freatica affiorante (paludoso) o troppo vicina al piano di campagna (infrigidito) si intende “tutto l’insieme di attività riguardante la realizzazione delle opere destinate ad assicurare in ogni tempo lo scolo delle acque in eccesso, al fine di provvedere al risanamento del territorio e a creare le condizioni più adatte alla sua utilizzazione per le molteplici attività umane”.

La bonifica idraulica comprende quindi interventi locali di drenaggio, effettuato su terreni adatti alla coltivazione (in questo caso si parla di drenaggio agricolo) o su terreni sui quali si prevede la realizzazione di insediamenti abitativi o produttivi o di semplici infrastrutture (in questo caso si parla di drenaggio industriale) e la costruzione di un insieme di canali e di reti scolanti che, associati alla rete naturale esistente, permettano l’evacuazione dell’acqua in eccesso.

La quantità di acqua presente all’interno di un terreno dipende dalle sue caratteristiche meccaniche, dalla sua stratigrafia e dal rapporto tra la quantità entrante (afflusso) e la quantità uscente (deflusso). Normalmente l’afflusso è dato dall’infiltrazione, legata sostanzialmente alla pioggia, il deflusso alla portata di filtrazione ed all’evapotraspirazione. Sul terreno esiste sempre un sistema di drenaggio naturale più o meno sviluppato che consente, in condizioni normali, lo smaltimento dell’acqua superficiale mentre lo smaltimento dell’acqua di falda dipende soprattutto dalla conduttività del terreno e dalle condizioni al contorno, come la presenza di corpi d’acqua. In generale la necessità di allontanare l’eccesso di acqua nel terreno mediante drenaggio può dipendere sia dalle caratteristiche fisiche del terreno e del territorio, sia dalle condizioni climatiche.

Nel caso di terreno ad uso agricolo, i danni prodotti dall’eccesso di acqua sono sostanzialmente: il rallentamento o l’impedimento della crescita delle colture e quindi riduzione della produttività, la complicazione delle operazioni agricole e, in generale, di tutte le attività connesse alla coltivazione.

Negli altri casi l’innalzamento eccessivo della falda: impedisce e rende difficoltosa la realizzazione degli edifici e delle infrastrutture; può essere causa di instabilità dei manufatti e dei terreni declivi dando origine, in questo caso, a movimenti franosi anche profondi; infine può provocare una situazione di generale insalubrità dell’ambiente non accettabile per gli insediamenti umani.

L’eccesso di acqua in superficie viene controllato con una idonea sistemazione del terreno associata ad un efficiente reticolo drenante superficiale ed eventualmente a sistemi di sollevamento. L’eccesso di acqua nel terreno viene eliminato mediante drenaggi poco profondi e drenaggi di falda che accelerano lo svuotamento del “serbatoio del suolo” recapitando l’acqua raccolta nella rete superficiale.

In definitiva un sistema drenante è sempre costituito da una rete superficiale a cui può essere associato un sistema di drenaggio del terreno, necessario per abbassare la falda freatica.

A oggi, nei terreni agricoli, le acque eccedenti venivano generalmente eliminate tramite l’affossatura di superficie, mentre il drenaggio propone lo smaltimento delle acque mediante opere nel sottosuolo.

Le tre fasi

La tecnica del drenaggio agricolo tubolare micro-fessurato si articola in 3 fasi:

Rilievi plano-altimetrici: valutare la profondità di posa e la pendenza stabilite dal progetto tramite tecnologie laser.

Caratteristiche dei tubi di drenaggio: calcolo dell’interasse fra i dreni; scelta del diametro e necessità o meno di rivestire i tubi con materiali filtranti (es. fibra di cocco).

Posa: prima della posa delle tubazioni è necessario eliminare affossature del terreno o baulature ed eseguire operazioni di livellamento superficiale per moderare o accentuare il livello di pendenza. Questa operazione è molto importante in quanto serve ad evitare possibili ristagni superficiali. Successivamente le tubazioni vengono posate dalle macchine posadreni (talpe), ad una profondità di circa 80-100cm, in base: al livello di pendenza, ai parametri di variabilità dell’interasse, alla natura del terreno e alla quantità di acqua da smaltire. I rilievi, la spianatura e la posa vengono effettuati con l’ausilio di sistemi di controllo di tipo GPS che ne permettono una precisione molto alta.

I vantaggi riscontrati dall’applicazione della tecnica del drenaggio tubolare sono:

  • Il recupero di superficie coltivabile improduttiva quali scoline fossi etc.
  • Riduzione dei tempi di lavorazione e dei costi, dando la possibilità di effettuare attività incrociate o complementari
  • Anticipazione della fase di semina con il conseguente miglioramento della resa delle colture dato dallo sgrondo delle acque
  • Mantenimento dell’equilibrio idrogeologico del terreno e maggiore efficacia dei fertilizzanti
  • Maggior controllo sulla falda freatica
  • Possibilità di sub-irrigare i terreni per far fronte alla siccità
  • Migliore rotazione delle colture
  • Incremento del valore dei terreni
  • Eliminazione delle malerbe provenienti dalle scoline e dai fossi con la conseguente riduzione dell’uso di diserbanti
  • Eliminazione delle opere di manutenzione delle scoline volte al loro risezionamento
  • Possibilità di impiego, senza ostacoli, di grossi macchinari per l’irrigazione
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